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lunedì 9 luglio 2018

Amaro sfogo di ANDREA CAMILLERI

Amaro sfogo di ANDREA CAMILLERI. Intorno alle posizioni estremiste di Salvini  avverto lo stesso consenso che a dodici anni,  nel 1937, sentivo intorno a Mussolini.

 Intorno alle posizioni estremiste di Salvini 
avverto lo stesso consenso che a dodici anni, 
nel 1937, sentivo intorno a Mussolini.
È un brutto consenso perché fa venire alla luce il lato peggiore degli italiani, quello che abbiamo sempre nascosto. Prima di tutto il razzismo. Noi ci siamo riparati dietro l'immagine stereotipata di 'italiani brava gente', ma non è sempre stato così.
 Ricordo ancora le scritte che mi accoglievano a Torino
 negli anni Sessanta quando andavo a lavorare nella sede Rai:
 'Non si affittano case ai meridionali'.
Salvini non è un uomo di mare. Ne avrebbe più rispetto se conoscesse il mare di coloro che sono costretti ad imbarcarsi su gommoni destinati a naufragio sicuro. Non mi piace come si sta gestendo questa emergenza. Continuare a giocare sulla paura dell’altro è pericoloso.
L'Italia di oggi è un paese che torna indietro, come i gamberi. È come se avesse cominciato a procedere in senso inverso, smarrendo le importanti conquiste sociali che aveva realizzato in passato. Se devo essere sincero, io non riconosco più gli italiani.
Una delle mie più grosse pene è proprio questa: a 93 anni, a un passo dalla morte, mi trovo a lasciare a nipoti e pronipoti un'Italia che non mi aspettavo di lasciare in eredità. I miei uomini politici si chiamavano De Gasperi, Togliatti, Nenni, Sforza. Avevano un preciso concetto dello Stato e di quello che si poteva fare del paese. Abbiamo ricostruito l'Italia, ora la stiamo risfasciando. Per questa ragione sento di aver fallito come cittadino italiano. E mi pesa molto."



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